Il lungo viaggio del paziente con Scompenso Cardiaco Acuto

La Convention delle Unità Scompenso Cardiaco (18 maggio, ore 9.00 - 11.00, Village di Ponente), un momento di confronto ed approfondimento per tutti i Centri che si occupano di questa importante patologia, è incentrata quest’anno sul lungo viaggio del paziente con scompenso cardiaco acuto dall’inizio dei sintomi a domicilio sino alla dimissione dal PS/DEA. Un viaggio declinato nei suoi molteplici aspetti nel Documento di Consenso intra-societario che potremo leggere sul numero di questo mese del Giornale Italiano di Cardiologia e che è stato promosso dall’Area Scompenso Cardiaco dello scorso biennio e coordinato da Andrea Mortara. La Convention ripropone i principali nodi decisionali analizzati nel Documento: dalla diagnosi e terapia precoce, alla gestione del paziente critico e non critico. Se le presentazioni cliniche più gravi impongono una rapida stabilizzazione del quadro emodinamico e altrettanta rapidità nel trattamento dell’eziologia dello scompenso, i quadri meno severi richiedono una valutazione attenta che consenta un’adeguata stratificazione del rischio e la scelta del setting assistenziale più appropriato. Nel paziente non critico poter ricorrere all’Osservazione Breve Intensiva rappresenta una delle opzioni più adeguate per valutare la risposta iniziale alla terapia, per escludere la presenza di fattori eziologici non evidenti alla presentazione iniziale, come ischemia cardiaca ed aritmie, per definire correttamente il peso di eventuali comorbilità e per decidere l’iter più appropriato. Ma un lungo viaggio ha un punto di partenza che è anche punto di ritorno, che per il paziente con scompenso acuto non è solo il domicilio, ma anche l’Ambulatorio Scompenso, riferimento naturale dopo la dimissione da un ricovero ordinario così come dal Dipartimento d’Emergenza dopo Osservazione Breve. Aspetti molteplici e complessi su cui confrontarci e discutere nel corso della Convention.