Il paziente oncologico e il Cardiologo

La problematica della gestione cardiologica dei pazienti affetti da cancro è in forte espansione, e assume maggiore importanza quanto più il tumore risulta essere curabile e quanto più le terapie oncologiche sono efficaci. Se, infatti, le terapie oncologiche hanno migliorato l’outcome “oncologico”, queste hanno creato un nuovo “set” di effetti avversi cardiovascolari che impattano sia in termini di mortalità che morbilità.

La problematica della gestione cardiologica dei pazienti affetti da cancro è in forte espansione, ed assume maggiore importanza quanto più il tumore risulta essere curabile e quanto più le terapie oncologiche sono efficaci. Se, infatti, le terapie oncologiche hanno migliorato l’outcome “oncologico”, queste hanno creato un nuovo “set” di effetti avversi cardiovascolari che impattano sia in termini di mortalità che morbilità. L’outcome tardivo di molti sopravvissuti, infatti, è caratterizzato dalla malattia cardiovascolare, dove, talvolta il rischio legato a tale patologia supera il rischio di recidive oncologiche. Sempre più spesso quindi si pone al clinico la scelta sulle priorità e sulle modalità dei trattamenti cardiologici e oncologici. La sessione si aprirà con la tematica del danno cardiovascolare indotto dalle terapie oncologiche, proseguendo con la definizione di cardiotossicità, con il monitoraggio e il trattamento. La sessione offrirà, poi, l’occasione per discutere degli iter gestionali delle complicanze relative allo stato neoplastico, aspetti generalmente meno affrontati, ma con cui, nella pratica clinica, ci troviamo sempre più spesso ad avere a che fare. Il legame tra cancro e formazione di coaguli non è una novità, ma come gestire il rischio di trombosi è ancora oggetto di controversie ed incertezze, se pensiamo che l’embolia polmonare nonostante le evidenze continui a rappresentare la seconda causa di morte nei pazienti oncologici. Questo punto sarà affrontato nella seconda relazione della sessione alla luce anche delle più recenti evidenze. E cosa sappiamo delle pericarditi neoplastiche? Come gestirle? Anche questa è un’altra comune problematica dei pazienti oncologici che accedono alla nostra osservazione. A tal riguardo avremmo occasione di discutere dei meccanismi e del management di tale complicanza. Gestione anche questa che richiede competenze specifiche per identificare al meglio il paziente che necessità di approccio palliativo e il paziente in cui invece è possibile ed importante un approccio più invasivo e specifico.
Infine la sessione si concluderà con quella che purtroppo resta la via finale di molti degli effetti avversi delle terapie oncologiche: scompenso cardiaco! La sessione offrirà quindi molti punti su cui riflettere, per meglio comprendere ed approdare ad un percorso di scelte “personalizzate” per questa emergente e complessa classe di pazienti.