Gestione della cronicità. Nuove opportunità per la cardiologia ospedaliera?

Il Dott. Domenico Gabrielli, attuale Presidente ANMCO, e la Dott.ssa Anna Banchero hanno introdotto la Main Session dal titolo “Gestione della cronicità: nuove opportunità per la cardiologia ospedaliera?”. Il 77% delle risorse sanitarie vengono spese per i pazienti cronici. Alla luce di tale dato in questa Main Session si è discusso dell’importanza sociale e sanitaria delle patologie croniche. Il Dott. Andrea Di Lenarda, Past-President ANMCO, ha esposto i dati epidemiologici attuali di infarto miocardico acuto, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco e valvulopatia aortica, sottolineando come uno dei più efficaci interventi attuabili per la riduzione dell’incidenza degli stessi sia la interrelazione con il territorio e quindi con i medici di medicina generale che, primi fra tutti, hanno a che fare quotidianamente con i malati cronici e con la tematica di prevenzione cardiovascolare. Il Dott. Giovanni Gregorio ha concentrato l’attenzione sull’importanza della qualità e della appropriatezza della gestione clinica, terapeutica ed organizzativa dei pazienti cronici. Ad oggi in Italia è in atto una radicale trasformazione, programmatoria ed organizzativa, dell’assistenza sanitaria. Tale processo però ad oggi ha, purtroppo, ancora tempistiche differenti tra Regione e Regione. Da anni sono stati istituiti dei sistemi di valutazione, a livello regionale e nazionale, del percorso assistenziale del malato cronico: di questo ci ha parlato la Dott.ssa Marina Davoli, del Dipartimento di epidemiologia del SSR-Lazio, la quale ha esposto i dati della sua Regione comparati a quelli italiani. Negli ultimi anni, anche per il paziente cronico, la terapia personalizzata ha iniziato ad assumere un ruolo cruciale; ciò ha portato a comprendere l’importanza della precisione del dato fornito dall’analisi genetica. Per citare il Professor Gianfranco Gensini, oggi si può parlare di medicina delle 5 P: Preventiva, Predittiva, Personalizzata, Partecipativa e di Precisione. La sessione si è conclusa con una tavola rotonda dove tre colleghi, rappresentanti le tre realtà italiane di nord, centro e sud, hanno esposto i programmi attuati ed attuabili da parte della propria Regione con la speranza di ottenere in un prossimo futuro livelli di assistenza al malato uguali, ovunque.