L’Italian Federation of Cardiology riparte dall’Europa

Dunque c’è una nuova IFC. SIC e ANMCO l’hanno voluta mettendo da parte vecchie divisioni e ripartendo dalla rappresentatività internazionale, in primo luogo nei confronti dell’ESC. Mi sembra un modo moderno e intelligente di rilanciare il loro rapporto, scommettendo sulla internazionalizzazione. È una opportunità per quanti, giovani e non, avrebbero voglia di confrontarsi più spesso con i colleghi stranieri. I cardiologi italiani pubblicano molto, sono sempre tra i più prolifici di comunicazioni nei congressi internazionali e sono spesso coinvolti in commissioni e registri, ma spesso si tratta di iniziative personali, che è arrivata l’ora di mettere “a sistema”, per valorizzare le nostre eccellenze, le nostre ricerche, le nostre reti, il nostro modello formativo. La nuova IFC sta cercando di fare proprio questo. Valorizzare le esperienze già disponibili per avviare una collaborazione più continuativa a livello di Association, Council e Working Group dell’ESC. È una chiamata alle armi per i più giovani, perché possano avere più opportunità di crescita, ma anche per tutti coloro che hanno esperienze innovative da proporre, perché l’IFC farà di tutto, ed ha già cominciato a farlo, perché possano essere apprezzate. Il clima è positivo, avere come interlocutore una Cardiologia italiana unita viene considerato un valore in Europa e tanti cardiologi italiani non aspettano altro per mettere la loro esperienza internazionale al servizio di una comunità cardiologica italiana che vuole confrontarsi con l’ESC più di quanto abbia fatto sinora.
La prima cosa: iscriversi alle Association e ai WG dell’ESC. La seconda: tramite ANMCO e SIC formulare proposte di ricerche, registri, modelli organizzativi, app e documenti da portare alla ribalta europea. La terza: seguite quanto faremo su www.federcardio.it, che sarà la nostra vetrina. E naturalmente… visitate lo stand IFC durante il Congresso ANMCO!
Per essere al passo con i tempi, abbiamo voltato pagina. È una bella scommessa, vale la pena giocarla.