Minimaster Uso dei nuovi anticoagulanti orali nella terapia e nella prevenzione della trombo-embolia polmonare. Position Paper ANMCO

Le Linee Guida ESC 2014 riguardo la diagnosi e la terapia della tromboembolia polmonare hanno sottolineato l’importanza di un inquadramento non incentrato sull’evento embolico in sé ma sulla clinica del paziente. Da questo punto di partenza verranno presentate le innovazioni terapeutiche legate all’uso dei nuovi anticoagulanti e gli elementi guida nella scelta del farmaco con particolare focus ad alcune categorie di pazienti o specifici scenari clinici.

Ore 9.00, Sala del Parco. È questo il luogo dove, giovedì 2 giugno, ANMCO 2016 prenderà il via con un’imperdibile Minimaster riguardo l’uso dei nuovi anticoagulanti orali nella prevenzione e nella terapia della tromboembolia polmonare. Appuntamento irrinunciabile per l’aggiornamento riguardo diagnosi, inquadramento clinico, strumenti terapeutici attuali e prospettive future. La sessione verrà aperta con un’analisi sintetica e critica delle nuove Linee Guida ESC 2014. La diagnosi infatti, prima ancora della terapia, rappresenta una sfida aperta per il Cardiologo e l’Internista, basti pensare che il 59% delle morti attribuite a malattia tromboembolica venosa non viene diagnosticata in vita e solo nel 10-35% dei pazienti con sospetto clinico, la diagnosi di embolia polmonare viene confermata dopo le indagini strumentali. Se il cambiamento epidemiologico (pazienti sempre più anziani e con maggiori comorbidità) può avere in qualche modo influito nel mantenere un’elevata difficoltà diagnostica, si può dire che le Linee Guida hanno perfettamente centrato questa criticità proponendo percorsi clinici definiti, di facile impiego clinico e che sono incentrati non tanto sull’evento embolico in sé ma sulla clinica del paziente. In quest’ottica “paziente-centrica” verrà affrontata anche la successiva e più ampia parte riguardo la terapia. Il passaggio dagli antagonisti della vitamina K (AVK) ai nuovi anticoagulanti orali (NAO) ha posto il Cardiologo, abituato a non dover scegliere (o al massimo scegliere tra AVK e eparina), davanti alla possibilità di utilizzo di differenti molecole che, i dati del mondo reale, dimostrano sempre di più non essere perfettamente equivalenti sul piano dell’efficacia e tollerabilità in diverse sottopopolazioni. Ed ecco quindi che il focus verrà incentrato sulla terapia “tailorizzata” sul singolo paziente con particolare accento sull’uso dei nuovi anticoagulanti nei pazienti anziani fragili, con insufficienza renale, obesità e, dati gli studi recenti e in corso, anche nel paziente oncologico con cui molto frequentemente si ha a che fare nello scenario clinico della tromboembolia polmonare. La durata della terapia nei casi di tromboembolia polmonare rappresenta ancora un tema dai contorni incerti con particolare riferimento ai casi “non provocati” in cui il trattamento anticoagulante a durata indefinita rappresenta un argomento acceso di discussione e in cui gli elementi che favoriscono recidive emboliche vanno soppesate con il rischio di complicanze emorragiche che immancabilmente la terapia anticoagulante porta con sé. A questo riguardo verrà posta attenzione alle categorie ad alto rischio di ricorrenza (pazienti con trombofilia o patologia neoplastica attiva) e ai dati relativi alla terapia estesa con NAO ricavati dagli studi clinici disponibili (RE-SONATE, RE-MEDY, EINSTEIN Ext, AMPLIFY Ext). Non è possibile chiudere la sessione senza parlare del profilo di sicurezza dei NAO, del protocollo per il trattamento delle emorragie con l’avvento dei nuovi antidoti e della gestione del perioperatorio, argomenti quanto mai di uso quotidiano in ambito Ospedaliero. Date le premesse questa sessione sarà un incontro chiave per la condivisione e il confronto riguardo una patologia “anziana” ma che le recenti innovazioni terapeutiche e diagnostiche rendono estremamente attuale.