Quali opportunità per il paziente “remoto”

Il Teleconsulto, come definito nelle Linee Guida nazionali, è un’indicazione di diagnosi e/o di scelta di una terapia senza la presenza fisica del paziente. Si tratta di un’attività di consulenza a distanza fra medici che permette a un medico di chiedere il consiglio di uno o più medici. I campi di utilizzo sono numerosi permettendo per esempio l’invio di esami diagnostici per interventi chirurgici urgenti o per un secondo parere, il confronto tra specialisti nell’ambito di percorsi assistenziali, ad esempio tra Cardiologo/Diabetologo su inserimento di SGLT2 nel paziente con scompenso cardiaco.
Quali vantaggi? Meno visite presso strutture sanitarie e studi medici, minori costi e fastidi da sostenere per gli spostamenti, soprattutto per aree difficili da raggiungere o in cui le strutture sanitarie non siano vicine; gestione più efficiente delle problematiche connesse alle patologie croniche; accesso a trattamenti che altrimenti non sarebbero disponibili se non dopo lunghe attese o solo per periodi limitati; ottimizzazione del «tempo medico»: medici più liberi di focalizzarsi sui pazienti più gravi o su procedure diagnostiche e terapeutiche di 2° livello.

Esistono indubbiamente delle difficoltà legate soprattutto alla necessità di sistemi informatici (hardware e software) adeguati, condivisi e di facile accesso, identificare spazi dedicati a questa attività nell’orario di servizio, problemi inerenti la sicurezza delle informazioni e la privacy e l’importante necessità di inserire questa attività all’interno di reti collaborative ospedale/territorio, che tendano a promuovere il principio della co-gestione del paziente complesso all’interno di un Team multidisciplinare di cura. Durante la pandemia da COVID-19 sicuramente il teleconsulto ha rappresentato la strategia più applicata con ottimizzazione delle risorse e minori costi sanitari come evidenziato dalla diapositiva.

Una branca nuova della telemedicina è la teleriabilitazione, il cui utilizzo ha avuto una rapida crescita in alcune realtà sanitarie. La teleriabilitazione ha come base il concetto di prendersi cura dei pazienti che dopo ricovero necessitano di ulteriori cure dopo la fase acuta di una malattia con l’obiettivo di ridurre tempi e costi rispetto alla riabilitazione tradizionale in struttura “Person to Person”. Inoltre, i pazienti che vivono in luoghi remoti, dove i servizi di riabilitazione tradizionali potrebbero non essere facilmente accessibili, possono beneficiare di tali percorsi assistenziali. La difficoltà maggiore in questo campo è la poca fiducia dei pazienti per questa nuova modalità di interazione. È necessario quindi lavorare molto sulla facilitazione dell’interazione per aumentare il grado di confidenza e ottimizzare questa nuova modalità di cura.

Antonella Spinelli ANMCO

Antonella Spinelli