Le cinque novità che i cardiologi devono conoscere sulle sindromi coronariche croniche

Le Linee Guida della società europea sulle sindromi coronariche croniche pubblicate nel 2019 hanno introdotto numerose novità; i relatori del Simposio che si è tenuto sabato pomeriggio, moderato dal Dr. Marco Corda, hanno individuato cinque punti fondamentali che ogni cardiologo dovrebbe conoscere.

Primo: la valutazione di base e la stratificazione del rischio.

Argomento di particolare rilevanza e interesse clinico, come ci ricorda il Dr. Leonardo Bolognese. Fino a qualche anno fa l’assenza di criteri soglia ben chiari da poter utilizzare nella pratica clinica, rendeva la definizione del rischio e l’individuazione dei pazienti che necessitavano di un iter diagnostico una vera e propria sfida per il cardiologo. La task force ESC ha fatto uno sforzo tremendo con la pubblicazione delle ultime Linee Guida individuando sei scenari clinici possibili e determinando per ciascuno di essi degli algoritmi di gestione individualizzati. Elemento chiave nel processo di stratificazione del rischio è rappresentato dai test utilizzati per arrivare ad una diagnosi di malattia coronarica e di conseguenza, dalla corretta identificazione della probabilità pre-test e dalla scelta dell’adeguato esame diagnostico.

Secondo: lo stile di vita e il controllo dei fattori di rischio, spiegato dal Dr. Luigi Irace.

Le Linee Guida raccomandano il cambiamento dello stile di vita con indicazione IA, sottolineando l’importanza prognostica che tali modifiche hanno sulla progressione della malattia cardiovascolare su base aterosclerotica. Durante la sessione sono state illustrate nel dettaglio le indicazioni sul regime alimentare adeguato, secondo le nuove indicazioni e le conseguenze metaboliche di un corretto stile di vita. Inoltre, sono stati individuati nuovi fattori di rischio come l’inquinamento ambientale o la deprivazione di sonno, a cui viene data più rilevanza e che richiedono interventi anche in ambito di salute pubblica.

Terzo: le nuove prospettive terapeutiche per il trattamento del diabete mellito.

Protagonisti della sessione del Dr. Angelo Avogaro gli SGLT2 inibitori e i GLP1 agonisti. Numerosi studi hanno ormai dimostrato il loro ruolo nel ridurre gli eventi cardiovascolari indipendentemente dalla riduzione della glicemia, e la loro azione complementare. Entrambi i farmaci dovrebbero essere usati il più precocemente possibile, con l’obiettivo di portare a target l’emoglobina glicata che rimane il parametro di efficacia da monitorare.

Quarto: nuovi orientamenti nel trattamento farmacologico.

Il Dr. Stefano Urbinati ha aperto la sessione ricordando gli obiettivi del trattamento che sono la prevenzione di progressione della malattia e il controllo dei sintomi. A seguire, in maniera chiara e precisa ha illustrato le principali novità, focalizzandosi in particolare sulle raccomandazioni per le terapie antiaggreganti e anticoagulanti e presentando i più importanti studi clinici e le evidenze scientifiche a supporto di tali indicazioni.

Quinto: gestione della malattia coronarica nella donna.

Il Dr. Ferdinando Varbella ha terminato il Simposio trattando questo interessante argomento. Le donne presentano spesso sintomi atipici e di conseguenza hanno un maggior rischio di ricevere trattamenti tardivi, inoltre, sono scarsamente rappresentate nei trial clinici. Punti chiave della relazione sono che bisogna sempre ricordare la maggiore incidenza nelle donne di ischemia senza coronaropatia ostruttiva e, in particolare di fronte a pazienti di giovane età, la dissezione coronarica spontanea.

Iside Cartella ANMCO

Iside Cartella