Lo scompenso destro: lo scompenso negletto

Lo scompenso destro è spesso sottovalutato, di solito secondario a uno scompenso sinistro, spesso si perde di vista che nel momento in cui compare, la prognosi per il paziente diventa più infausta.

Scompenso destro

Il simposio sullo scompenso destro è estremamente interessante in quanto fino ad oggi il ventricolo destro, vuoi per la sua funzione, vuoi anche per le varie difficoltà nello studio anatomico (l’ecocardiografia non dà sempre le informazioni necessarie) è sempre stato un po’ più trascurato rispetto a quanto detto, scritto e pubblicato sul ventricolo sinistro. I relatori dovranno rispondere alle domande che ogni giorno i cardiologi di fronte al paziente con scompenso destro si pongono: cosa vuol dire? un’entità clinica unica ma diverse fisiopatologie? Certamente il paziente con scompenso destro può rappresentare un’evoluzione dello scompenso del ventricolo sinistro oppure può essere un’entità isolata, secondaria alla valvulopatia della tricuspide o del polmone, indipendente quindi dal ventricolo sinistro. Lo studio inoltre con l’ecocardiografia del ventricolo destro non è per niente facile, gioca però un ruolo importante soprattutto nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato o refrattario, per la corretta stima delle pressioni e delle resistenze nel circolo polmonare e della contrattilità ventricolare destra che è di cruciale importanza per la gestione farmacologica e non farmacologica e per una più accurata stratificazione prognostica. Le difficoltà nello studio del ventricolo destro dipendono dalla geometria complessa e dall’assenza di simmetria intorno ad un asse per cui è difficile calcolarne il volume sistolico e diastolico e di conseguenza la frazione di eiezione; ci sono dei parametri più grossolani: M-mode sulla porzione più laterale dell’anello tricuspidale (il cosiddetto TAPSE) o dalle dimensioni lineari sempre in M-mode. Alla fine il gold standard rimane la RMN cardiaca che permette di ottenere funzione sistolica e volumi in maniera più appropriata. Ma quanti centri possono eseguire questo tipo di esame? La sua disponibilità e il costo forse la rendono ancora sottoutilizzata. Ovviamente il paziente con scompenso cardiaco destro deve anche eseguire uno studio emodinamico ed una valutazione funzionale attraverso il test cardiopolmonare che permette non solo di ottenere il consumo di ossigeno, ma anche parametri indiretti di segni di ipertensione arteriosa polmonare attraverso gli slope VO2/VCO2. Infine si affronterà il tema sulla terapia sia farmacologica (stessi farmaci utilizzati nello scompenso cardiaco sinistro?) che non (utilizzo dei biventricolari? VAD? chirurgia isolata della tricuspide?). Toccherà ai relatori del simposio di rispondere alle domande, tra l’altro non semplici, e mi aspetto un simposio movimentato e partecipato…