SIMPOSIO CONGIUNTO ANMCO-ESC The new ESC Guidelines: How to apply in clinical practice

Alcuni tra gli esperti più importanti del panorama Europeo, moderati dal Presidente Nazionale ANMCO e dal Presidente della ESC, hanno dato una visione chiara e pragmatica di altrettante Linee Guida. Ha aperto i lavori Marco Tubaro che ha affrontato le Linee Guida ESC sulla rivascolarizzazione miocardica. La relazione è stata calata nei diversi contesti clinici: il paziente con coronaropatia stabile, il paziente con sindrome coronarica acuta STEMI e NSTEMI, il paziente candidato a chirurgia non cardiaca. Non è stato tralasciato uno sguardo alla terapia antitrombotica e agli score di rischio per la chirurgia cardiaca. Tra gli aspetti più interessanti che sono stati citati va sicuramente ricordato l’indicazione forte che le Linee Guida danno alla rivascolarizzazione urgente, entro due ore, del paziente con NSTEMI ad alto rischio. L’applicazione di queste indicazioni delle Linee Guida sul piano pratico ha determinato e determinerà molti cambiamenti innanzitutto dell’assetto organizzativo poiché tutto questo implica l’esecuzione di angioplastica urgente a una quota di pazienti che tradizionalmente venivano trattati in tempi più prolungati. Altro tema estremamente interessante è stato quello della duplice terapia antiaggregante in corso di intervento chirurgico non cardiaco e in particolare sulle indicazioni e sui tempi di sospensione. E’ emerso chiaramente una indicazione a proseguire tutte le volte che è possibile la terapia antiaggregante, valutando attentamente il rischio trombotico e il rischio emorragico senza interrompere in modo automatico la terapia. In questo è estremamente utile il lavoro italiano di Stent and Surgery, che con anche attraverso una semplice App offre un validissimo aiuto nella gestione di questa complessa problematica. La seconda relazione è stata affidata invece al Dottor Iacopo Olivotto, che ha affrontato le recenti Linee Guida sulla Cardiomiopatia Ipertrofica. In questo ambito sono stati affrontati alcuni aspetti qualificanti come le nuove metodiche diagnostiche con test genetici, che nonostante la scoperta di sempre nuovi geni non rappresenta ancora un target terapeutico utilizzabile e l’utilizzo della risonanza magnetica cardiaca che si è imposta come metodica gold standard nella diagnosi di cardiomiopatia ipertrofica. Non per ultimo poi, è stato dato particolare risalto alla prevenzione delle complicanze aritmiche, in cui purtroppo al momento l’unica opzione terapeutica rimane il defibrillatore impiantabile. È stato poi il turno di Dan Atar, Vice Presidente dell’ESC, che ha affrontato le Linee Guida sull’embolia polmonare.
Di queste è stata innanzitutto affrontata la sensibilità dei test pre-diagnostici e la stratificazione del rischio, con particolare riferimento al ruolo del d-dimero soprattutto in alcune categorie di pazienti in cui il dosaggio può essere fuorviante. In questi contesti a tutti noti, il ricorso alle metodiche di diagnosi d’immagine è obbligatorio.
Vi è poi tutto un gruppo di pazienti a rischio intermedio in cui è opportuno differenziare chi ha un rischio medio basso e chi ha un rischio medio alto. In questo ultimo gruppo, è sempre più indicato un trattamento aggressivo anche con terapia trombolitica.
E’ stato poi fatto riferimento alla terapia con nuovi anticoagulanti orali nell’embolia polmonare, un opzione di trattamento che sta diventando sempre più di prima scelta ovviamente nei pazienti che hanno le caratteristiche cliniche idonee.
Il presidente della Società Europea di Cardiologia Fausto Pinto ha infine affrontato le linee guida sulla gestione del rischio operatorio per i pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca. Importante il riferimento a un corretto inquadramento del rischio preoperatorio e alla reale necessita di esami che quantifichino il rischio.
Infine è stata ancora una volta sottolineata l’importanza di trattare tutti i pazienti candidati a chirurgia con terapia betabloccante, unica strategia attualmente disponibile per la riduzione del rischio.